Ceretta tradizionale o Sugaring? Scopriamo le differenze!

Oggi lo Sugaring è sempre di più considerato il miglior trattamento di depilazione.
Ogni giorno aumenta la richiesta di trattamenti depilatori con la pasta di zucchero, così come aumenta il grado di soddisfazione di chi lo ha provato.

Ma cosa differenzia lo Sugaring dalla tradizionale ceretta?
Quali sono i motivi che spingono sempre più donne a preferire la pasta da zucchero?

I vantaggi dello Sugaring sono tanti. Eccone alcuni:

  1. Epilazione al 100 % naturale;
  2. Peeling alla pelle con leggero massaggio linfatico;
  3. Minimo dolore;
  4. Salute e benessere della pelle.

Vediamoli nel dettaglio.

Lo Sugaring è più sicuro

La pasta di zucchero è un prodotto al 100% naturale. Lo zucchero, infatti, è un conservante naturale che crea un habitat non idoneo alla crescita di alcuni batteri.

Lo Sugaring è un trattamento più igienico.

La pallina di zucchero viene usata una sola volta. A fine trattamento va buttata insieme ai guanti utilizzati per garantire la massima igiene.

L’epilazione con la pasta da zucchero non provoca danni, né ustioni.

Durante il trattamento i vasi capillari non soffrono, non c’è alcun pericolo per le vene varicose e adottando la tecnica corretta non si formano più i peli incarniti. Inoltre è un trattamento sicuro per le parte intimi.

La pasta di zucchero Makea Lady è un prodotto molto delicato.

La pasta di zucchero non si attacca alle cellule vive, ma solo ai peli e alle cellule morte della epidermide che vengono eliminati durante il trattamento effettuando peeling con un leggero massaggio linfatico.

E quali sono i rischi della ceretta tradizionale?

La ceretta tradizione è un metodo di epilazione più invaso e doloroso. Inoltre aumenta il rischio di infezioni.
A tal proposito citiamo un importante studio effettuato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, a firma della Prof.ssa Maria Cristina Thaller, Professore Ordinario Microbiologia generale e la Dott.ssa Federica Tammaro, PhD:

La spatola che viene usata è monouso viene quindi cambiata ad ogni cliente, tuttavia durante una ceretta la stessa spatola viene reinserita più volte nella confezione con la cera calda. Per ogni strappo, quindi alcuni microrganismi e/o virus presenti sull’epitelio trattato vengono trasportati sulla spatola e infine nella cera. Il rischio che agenti patogeni o potenzialmente tali resistano alla temperatura di fusione della cera e vengano poi trasferiti con una nuova spatola ad una nuova persona, è concreto e comporta la possibilità di trasmissione di infezioni. La rimozione del pelo, provocando microtraumi, può portare del sangue a contatto della cera e, contemporaneamente, può creare soluzioni di discontinuità dell’epitelio che facilitano l’ingresso di eventuali patogeni. La dilatazione dei pori, a sua volta, rende lo strato cutaneo più facilmente penetrabile agli agenti (funghi, batteri e virus) eventualmente trasportati dalla cera (Lauriola et al., 2012; de Argila et al., 1996).”

Nello studio si legge anche che: “Lo stesso discorso vale per i Roll-on, erroneamente ritenuti più igienici. Anche in questo caso la cera contenuta nel dispositivo viene usata da più clienti con il rischio che batteri, miceti e virus provenienti dal microbiota cutaneo di una cliente possano essere trasportati alla successiva. Quando si parla di microbiota cutaneo si intende l’insieme dei microrganismi che popolano la nostra pelle. A tal proposito va distinto il microbiota residente, l’insieme dei colonizzatori abituali della cute di molte persone, e quello temporaneo, formato da microrganismi che vi si associano in modo transitorio. In condizioni normali, il microbiota residente non è patogeno, anche se, tra i microrganismi presenti si possono trovare Staphylococcus aureus o Candida albicans che, pur essendo potenzialmente patogeni, hanno in genere una carica insufficiente per arrecare danno all’organismo.”

(Fonte: http://cosmesi.farmacista33.it/depilazione-e-rischi-di-infezione-non-banalizziamo-il-servizio-della-ceretta/)

 

Si ringrazia la farmacista e giornalista Elena Penazzi.
Elena si occupa di comunicazione scientifica e pubblica da anni articoli nel settore dermocosmetico. È stata direttore scientifico della rivista “Cosmesi in farmacia”. È stata inoltre relatore a convegni internazionali sul tema della comunicazione in dermocosmesi e su case history per la creazione di eventi. Ha pubblicato nel 2012 “I farmacisti nel terremoto” , libro finalista al premio letterario ‘Angelo Zanibelli’ del 2013. Nel 2015 ha pubblicato il libro ‘Reparto dermocosmetico: guida all’uso’ per EDRA. Sempre per EDRA, nel 2016 è stata coautore di ‘Reparto dermocosmetico: guida al cross selling’ . Infine è autore e coordinatore del progetto e del libro ‘Ricettario della salute.”

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